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I pericoli dei social media nei piccoli: Snapchat

Il mondo della comunicazione, anche ( e soprattutto) sociale è interamente nelle mani di potenti e seguitissimi social media. Facebook e Instagram sono i principali.

Questi due colossi sono alla base di nuove forme di comunicazione, ma se si osserva l’età media degli utenti, si noterà che i maggiori fruitori di questi servizi vanno dai 30 ai 40 anni.

Ciò vuol dire che giovani e giovanissimi stanno dirottando il loro interesse verso altri canali. La fascia di età sotto i 20 anni è maggiormente attratta da sistemi di messaggistica istantanea, primo tra tutti è Snapchat.

E’ un’applicazione che permette di inviare messaggi o brevi video. La cosa interessante è che questi contenuti hanno vita breve, dopo 24 ore vengono cancellati.

Falso senso di controllo

La natura effimera del mezzo è uno dei suoi punti di forza: i ragazzini si sentono più al sicuro pensando che le loro foto, recapitate SOLO a chi vogliono loro e SOLO se il contatto è presente nella propria rubrica, non verranno salvate, ma cancellate entro poche ore.

In realtà esistono molti stratagemmi per ovviare questo aspetto: screenshot mentre si è in modalità aerea (snapchat, infatti avvisa quando il destinatario ha ricevuto il messaggio), oppure fare una foto all’immagine con un altro dispositivo.

La velocità con cui il materiale viene condiviso, crea una forte pressione in chi lo usa, bisogna mostrarsi “cool” ad ogni costo e si pensa in ogni momento a quale possa essere la foto da inviare: in questo modo si crea una vera e propria dipendenza!

Le informazioni, per lo più studiate a tavolino, sono manipolate e spesso lontane dalla realtà, ma per i giovanissimi è tutto ciò che conta.

Il rischio di diventare dei bulli

Così come è facile manipolare la propria o l’altrui immagine, allo stesso modo è facile perseguitare qualcuno: inserendo testi offensivi o disegni osceni, protetti dall’aspetto effimero del mezzo, oppure escludere qualcuno durante la condivisione di contenuti.

Per un genitore è estremamente complesso supervisionare i propri figli su Snapchat: non è possibile diventare “amico” come su Facebook.

L’unica soluzione è l’educazione al rispetto di se stessi e degli altri!

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