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10 cose da non dire mai a dei genitori adottivi

consigli genitori adottiviI bambini, ed è questo quello che dovremmo imparare, sono di chi li alleva e non solo di chi li genera. Non posso trovare un modo migliore di riassumere i sentimenti che una coppia di genitori adottivi nutre per il pargoletto appena arrivato a casa.

L’adozione è un processo che sfianca sul piano emotivo. Si passano mesi a decidere, poi ad aspettare una risposta, a superare lo shock di accettare in casa come figlio un piccolo che biologicamente proviene da un’altra famiglia.

Non è una passeggiata, e una volta conclusa, giustamente, i genitori vorrebbero solo godersi la famiglia finalmente allargata.

A rovinare la gioia può bastare una frase. Ne abbiamo raccolte 10 che non dovreste mai proferire, e possibilmente mai pensare, educandovi da soli ai sentimenti profondi che si generano e si mantengono in un rapporto tra genitori adottivi e bimbi adottati.

10. “E’ una fortuna per lui aver trovato voi”.

Per nessun motivo, ma davvero nessuno, dovreste far passare l’intera faccenda come una lotteria vinta dal bambino. Chi adotta non lo fa soltanto per spirito di sacrificio, o per salvare una piccola vita.

Dietro una adozione si possono nascondere problemi fisici insormontabili, e sicuramente il tutto non può essere ricondotto ad una sorta di lotteria vinta dal bambino.

9. “Perché è stato dato via in adozione?”

A volte i genitori sanno la ragione, altre volte no. Qualunque siano le ragioni, state chiedendo qualcosa di molto personale. State invadendo la sfera privatissima dei genitori e del bambino. Riaprirete porte e ferite ormai chiuse. Ne vale davvero la pena di abbandonarsi alle curiosità più sfrenate?

8. “Volete anche un bambino vostro?”

Il bambino adottivo è il loro bambino, anche se non condivide il loro dna. Mentre dite cose del genere state discriminando tra figli adottivi e figli naturali, creando una distinzione che nella mente dei genitori non esiste. Chi non ha figli biologici spesso non li ha a causa di problemi. State rivangando situazioni difficilissime da superare.

7. “I genitori lo sanno a chi è stato affidato il bambino?”

Quali genitori? I genitori del bambino sono quelli ai quali state rivolgendo questa domanda, che, tra le altre cose, potreste risparmiarvi.

6. “Gli permetterete di vedere i genitori biologici?”

A volte i genitori hanno informazioni sui genitori biologici, altre volte no. Si tratta comunque di una questione personale, che non è ancora il momento di affrontare probabilmente.

5. “Costa molto adottare un bambino?”

Un bambino, anche se adottato, non è un televisore. Quindi no, non “costa”. Le compravendite di umani sono, per fortuna, cessate ormai più di un secolo fa, quasi due. Quindi rileggete la domanda e realizzate immediatamente di che stupidaggine si tratta.

4. “Di dov’è il bambino?”

Stiamo parlando di tessuti, ortaggi o vini? No. Quindi risparmiatevi pure questa di domanda. Farete sembrare la questione importante, mentre davvero non lo è.

3. “Ti assomiglia! Non è vero”

Chi volete prendere in giro? Spesso i bambini non assomigliano neanche ai loro genitori biologici, figuriamoci a quelli adottivi. I genitori si sentiranno, a ragione, presi in giro. 

2. “Avete davvero un grande cuore!”

Non è una domanda, ma è una di quelle cose che si sentono, purtroppo, troppo spesso. Le persone non adottano bambini per spirito di carità, ma per allargare la loro famiglia. Non hanno fatto niente di straordinario. Hanno fatto quello che chiunque di noi farebbe per avere un figlio.

1. “Quando gli direte che è stato/a adottato/a?”

E a voi che interessa? Il bambino è magari arrivato da poco, e lo shock emozionale è ancora lì, difficile da affrontare. Perché chiedere qualcosa che i genitori non hanno probabilmente ancora pianificato? Perché affrontare un problema tanto importante adesso, solo per soddisfare la vostra curiosità?

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1 Commento

  1. Ho conosciuto/ritrovato mia madre dopo i 30 anni. Non ci si vedeva da 30 anni.
    Quindi quando l’ho vista non l’ho riconosciuta e se da ragazzino mi è passata vicino non sapevo chi fosse.

    Purtroppo ho avuto una vita lavorativa troppo discontinua (decine di lavori di un anno, un anno e mezzo al massimo e sempre in posti differenti) e quindi non mi sono sentito di metter al mondo dei figli ne a 20 anni con la prima relazione duratura ne dopo.

    Avendo da un bel po superato i 50 mi rendo conto di esser solo anche in mezzo alla gente. Ho solo tanto tempo per osservare con dolore la mia insignificante vita.

    Mentre è un sollievo leggere documentarsi ed osservare la quotidianità di tante famiglie. Quelle che hanno adottato un figlio 20 anni fa mi sorprendono. Molto spesso il giovane uomo assomiglia loro. Non sempre. Niente nel Dna è comune. Ma dopo 20 anni che vivono assieme qualcosa nell’aspetto, nel modo di comunicare, anche solo mostrare piccole emozioni li rende molto simili.

    Non ho trovato studi su questo. Vivere assieme forse modella tutti. Se avessimo vissuto da soli nel bosco forse non avremmo questo aspetto.

    Come i padroni che assomigliano ai cani :-O

    Fabius

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