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5 cose da non dire ad un bambino adottato

come trattare un bambino adottatoL’adozione è una delle pratiche più risalenti della nostra civiltà. Lo facevano già i Romani, e dopo di loro tutte le culture che si sono avvicendate nel controllo della nostra Penisola.

Nonostante si tratti di qualcosa di antico, sembra che in molti non abbiano ancora preso le misure di questo rapporto davvero speciale.

Per evitare di ferire il bambino, abbiamo preparato una mini-guida di cose da non dire ad un bambino adottato. Discutiamone insieme.

5. Sei speciale (perché sei stato adottato)

Cosa c’è di speciale nell’essere dati via in adozione? Assolutamente nulla. Certo, gli è andata sicuramente meglio di tanti bambini che vivono in orfanotrofi o in altre realtà addirittura peggiori. Ma non mi pare il caso di fargliene una colpa, giusto?

4. Sei fortunato

Come prima. Cosa c’è di tanto fortunato nell’essere adottati? E’ una fortuna essere dati via dalla propria famiglia biologica? E’ fortunato perché non ha neanche idea della sua provenienza? E’ fortunato perché è scampato ad una vita di stenti? Anche questa, detta senza mezzi termini, possiamo risparmiarcela.

3. Tua madre ti amava così tanto che ti ha mandato via

E’ una delle cose più confuse che possiamo dire ad un bambino. Pensiamoci un attimo. E’ vaga, anzi, non vuol dire proprio niente. E quindi voi che ve lo tenete in casa non lo amate?

2. Non somigli alla tua famiglia, sei stato adottato?

Cari lettori, un bambino che sa di essere stato adottato non vive sempre la sua condizione in completa serenità. Vi pare il caso di rincarare la dose puntando quanto sia fisiognomicamente diverso dai suoi «nuovi genitori»?

1. Non importa

Non importa? Davvero?  L’adozione ha cambiato la vita del bambino e della famiglia che lo ha adottato. Ha cambiato e continuerà a cambiare la sua personalità, la sua visione del mondo, la sua affettività. Davvero non importa?

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