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Adolescenza difficile e sofferenze celate: come capire i propri figli

Per un genitore, l’adolescenza dei figli può risultare una fase ancora più delicata rispetto alla loro infanzia.

Nella percezione dell’adulto, fino al giorno prima un figlio confidava tutto a papà e mamma e cercava attivamente il loro supporto.

Ma nel giro anche solo di pochi mesi cambia abitudini, si fa taciturno, più emotivo, ricerca l’isolamento. Cosa sta succedendo?

Come interpretare i cambiamenti adolescenziali

Questi mutamenti sono normali: i ragazzini diventano giovani adulti, cambia il loro corpo e cambiano rapidamente i loro sentimenti. Le loro personalità si arricchiscono e si approfondiscono. Scoprono anche una nuova dimensione sociale, più complessa: quella del rapporto con i coetanei (del proprio e dell’altro sesso, con le problematiche tipiche che entrambe queste dinamiche comportano).

Come fare allora per essere dei genitori all’altezza del compito? Come evitare eccessive barriere e incomprensioni? E come capire se quello che l’adolescente vive è tutto sommato normale (pur nelle dimensioni delle piccole tragedie quotidiane che i teenager percepiscono soggettivamente), oppure se dietro alcuni comportamenti si nascondono sofferenze più importanti?

Innanzitutto va ricordato che anche noi siamo stati così. La prima chiave per capire i figli infatti è l’empatia. Possiamo domandarci: come tratteremmo questo ragazzo o questa ragazza se non fosse nostro figlio o nostra figlia?

Probabilmente saremmo più propensi all’ascolto, più rispettosi nei modi e nei toni, daremmo meno per scontati i loro pregi e li rassicureremmo per i loro difetti. Ricordiamoci quindi di essere così ogni giorno: per un buon dialogo è fondamentale.

Genitori presenti, ma non invasivi

Anche relativizzare, guardare la propria situazione familiare dal di fuori, con sguardo obiettivo, può essere d’aiuto per non diventare genitori troppo severi. Li aiuterà a sentirsi sempre parte attiva e integrante della famiglia, senza sentimenti di esclusione o autoesclusione.

E poi bisogna saper osservare: le anomalie comportamentali da un lato sono previste, ma se troppo repentine o drastiche possono rappresentare campanelli d’allarme. Una delle cose più importanti nel rapporto con i figli è anche il fargli capire che li si ama incondizionatamente e che non li si giudicherà.

Naturalmente non significa che tutto sia loro permesso e che le regole non valgano anche per loro, ma se ci si pone come nemici si verrà trattati come tali. Meglio rappresentare una guida discreta, ma solida e guadagnarsi le loro confidenze.

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