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Anencefalia in gravidanza: sintomi e sopravvivenza

anencefaloL’anencefalia è una malformazione fetale a carico della scatola cranica e del cervello. I bambini che subiscono questa anomalia nello sviluppo fetale nascono in genere già morti e non ci sono possibilità di intervenire per salvarne (o permetterne) la vita.

Perché l’anencefalia?

L’anencefalia è causata da una mancata chiusura di quello che si chiama il tubo neurale, una parte primordiale del feto, che poi si sviluppa sia in cranio che in cervello. Si tratta di una sorta di primo schema del sistema nervoso centrale, che successivamente si trasforma per andare a formare la completezza del cranio, del cervello e di parte della spina.

La chiusura di questo tubo avviene in genere intorno alla 4^ settimana dal concepimento ed è per questo molto difficile accorgersi in tempo del problema: in quel periodo spesso la donna non sa ancora di essere incinta e non è ancora avvenuta la prima visita dal ginecologo, tantomeno la prima ecografia.

L’importanza dell’acido folico

Secondo molti studi scientifici, sarebbe una carenza di acido folico nel sangue della mamma a poter causare anomalie nella chiusura del tubo neurale.

È per questo motivo che sia l’OMS sia il Ministero della Sanità stanno organizzando campagne per favorire il consumo di alimenti che contengono acido folico da parte di tutte quelle donne che stanno tentando un concepimento.

Si può prevenire?

Una dieta corretta è alla base della riduzione del rischio di anencefalia. Chi vive come noi in Italia è molto fortunato, in quanto ha facilmente a disposizione tantissimi alimenti che la contengono.

Al tempo stesso obesità e sovrappeso sembrano avere una correlazione con questa malformazione, così come il diabete di tipo 1 e di tipo 2.

Una dieta corretta, dunque, è l’unico presidio medico che può aiutarci a prevenire questa terribile malformazione.

Quali sono le possibilità di sopravvivenza?

Non c’è alcuna possibilità di sopravvivenza per i feti che abbiano subìto una malformazione tale. In genere nascono già morti, oppure muoiono nelle primissime ore successive al parto.

Si tratta di una delle motivazioni più comuni per l’interruzione di gravidanza, in quanto non esiste neanche il più minuscolo margine per la sopravvivenza e la salute del nascituro.

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