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Bambini e paura del pediatra: come superarla

Quante volte ci sarà capitato di guardare il giorno segnato sull’agenda con la dicitura “visita pediatra” con un misto di ansia e preoccupazione. Temiamo la reazione spaventata di nostro/a figlio/a davanti al camice bianco, ci preoccupa il non essere in grado di infondere tranquillità, di non saper gestire le sue reazioni spaventate e le sue grida.

Il nostro approccio ansiogeno non fa altro che peggiorare la situazione innescando un circolo vizioso.

Perché avere paura del pediatra

Alla base della paura che alcuni bambini possono avere del pediatra, ci sono fattori del tutto normali: la visita prevede, per esempio, una violazione dello “spazio corporeo” personale dei piccoli pazienti.

Oggetti nelle orecchie, luci negli occhi, abbassalingua fastidiosi. In effetti una visita può sembrare tutt’altro che innocua agli occhi di un bambino. E vedere che mamma e papà permettono tutto questo senza intervenire, genera anche rabbia e frustrazione.

La situazione peggiora ulteriormente quando la separazione dai genitori è necessaria in particolari circostanze (visite specialistiche, uso di strumenti ecc…)

Anche la naturale paura di ciò che non si conosce porta il piccolo/la a vivere l’esperienza con diffidenza e timore.

Come aiutarli a superare la paura

La fiducia verso il “camice bianco” va costruita gradualmente, non pretesa immediatamente. Per questo motivo è molto utile non saltare alcuna visita di controllo.

Essendo ,infatti, piuttosto tranquille e non legate alla presenza di patologie e disturbi, sono un ottimo modo per permettere a pediatra e paziente di conoscersi e abbattere muro di diffidenza esistente.

E’ utile attrezzarsi con una valigetta del dottore giocattolo per permettere ai cuccioli di conoscere e usare gli stessi strumenti che vedrà in ambulatorio, su peluche e bambolotti, ma anche su noi stessi: il conosciuto fa meno paura!

Anche l’aiuto di un libro illustrato può essere estremamente utile allo scopo.

Come sempre accade, non esiste nulla di più educativo del buon esempio: è possibile portare il bambino dal nostro medico ed assistere ad una nostra visita. Vederci rilassati di certo gli sarà utile!

Importante è avere un approccio sereno ma soprattutto onesto: non mentire con false rassicurazioni, ma comprendere con empatia e semplicità.

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