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Bimbo grande adottato: come rispettare la sua personalità

L’adozione di un bambino relativamente grande, magari anche di otto-dieci anni (in opposizione all’età più bassa che hanno generalmente i bambini adottati dalle famiglie italiane), è un’azione nobile.

Di per sé si potrebbe affermare che nella coppia una disponibilità a rispettare la personalità del piccolo è già presente, per il fatto stesso di aver detto sì ad accoglierlo insieme al fardello di una voluminosa storia pregressa.

Una personalità più definita

Di solito le coppie che fanno questa scelta, anche grazie ai numerosi incontri di formazione previsti dal complesso iter di adozione, sanno bene con cosa avranno a che fare, ovvero un bambino con una personalità più formata e gusti più definiti, rispetto a bimbi più piccoli e per così dire plasmabili.

Come fare allora a mostrarsi sensibili e aperti verso questa sua personalità? Come mettere il piccolo a proprio agio? Come far sì che il suo sviluppo psicologico ed affettivo da ora in poi prosperi? Per prima cosa è necessaria un’enorme dose di ascolto.

Non bisogna avere aspettative: serve essere pronti con la stessa gioia a qualunque piccola persona verrà assegnata alla propria famiglia. Se si adotta è perché si vuole dare amore indiscriminatamente, oltre ad aiutare un piccolo essere umano a diventare adulto nella maniera che chiunque merita.

L’esperienza arricchirà tutti. Serve anche molta pazienza: una dinamica tipica dei bambini adottati, infatti, specie quelli con un carattere più formato, è quella di mostrarsi scontrosi e complicati per mettere alla prova i nuovi genitori.

Senza nemmeno rendersene conto li testano, per accertarsi di non essere nuovamente abbandonati. Questo fenomeno diminuirà con il tempo, quando i piccoli si sentiranno più sicuri. Ma nel frattempo, rispondere con amore è la maniera migliore per tranquillizzarli.

Personalità, ma anche abitudini

Bisogna anche fare un’importante distinzione: il bambino adottato proviene dall’Italia o dall’estero? Nel secondo caso ci sarà da affrontare la questione di abitudini e usanze diverse dalle proprie.

Soprattutto nei primi tempi, al piccolo andrebbe lasciato il conforto di cose che gli sono familiari. Così potrà ambientarsi e capire che non subirà più negligenze (magari anche maltrattamenti), perché questa famiglia è sicura.

È bene quindi introdurre le maggiori novità sociali e culturali poco alla volta e mostrarsi curiosi su quelle che ha lasciato indietro. Il tempo ripagherà.

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