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Cereali integrali: vanno bene per lo svezzamento?

Regolare l’alimentazione dei bambini è estremamente difficile, ma ci sono momenti in cui lo è ancora di più. Parliamo del momento dello svezzamento, nel quale i dubbi delle mamme sono tanti. Meglio farlo in modo naturale? Con le pappette già pronte? Quali tipi di alimenti vanno evitati?

Una delle domande più frequenti, che andremo a trattare oggi, riguarda l’utilizzo dei cereali integrali. Vedremo se sono un alimento adatto durante lo svezzamento o se sarebbe meglio evitare.

Cereali si o no?

I cereali integrali sono molti, dal riso, al farro passando per avena, miglio e molti altri. Sono alimenti ricchi di fibre, ma non solo. Contengono, infatti, moltissime altre sostanze nutrienti come vitamine, sostanze antiossidanti e sali minerali.

Le fibre presenti nei cereali integrali vanno ad aiutare l’attività intestinale e contribuiscono al funzionamento dell’intero organismo. Inoltre questo tipo di prodotti, grazie alle sostanze antiossidanti presenti al loro interno, aiutano a rafforzare le difese immunitarie.

Per quanto riguarda lo svezzamento, ricordiamo che è un momento cruciale. Il neonato non è, infatti, abituato ad ingerire altri alimenti al di là del latte, materno o artificiale che sia. Per questo motivo deve essere introdotto molto lentamente all’integrazione di nuovi alimenti.

Si consiglia quindi l’aggiunta di cereali integrali in quantità molto ristrette. Ad esempio si può mischiare una piccola parte di farine integrali con farine bianche o utilizzare piccole quantità di riso o farro. Sarebbe meglio attendere un paio di giorni prima di un altro pasto a base di cereali integrali e di osservare le reazioni durante questa “pausa“.

Ultime considerazioni

Ovviamente se avete qualsiasi tipo di dubbi, domande, curiosità e perplessità potete rivolgervi ad un pediatra, in quanto essendo specializzato nella cura e salute dell’infanzia saprà darvi delle indicazioni adatte.

Infine vogliamo esortarvi a “sentire” e seguire il bambino, di capire i suoi bisogni e di non seguire delle regole e quantità ben precise, ma adattarle ai singoli contesti.

Ogni individuo è diverso e l’adattamento a nuove situazioni dipende da persona a persona, questo vale a maggior ragione per i bimbi molto piccoli, che non potendosi esprimere con le parole, necessitano di un’attenzione maggiore.

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