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Clamidia in gravidanza: sintomi, cause e cura

clamidiaLa clamidia è un’infezione batterica, in genere contratta con rapporti sessuali, che può causare problemi considerevoli durante la gravidanza.

Si tratta di un’infezione piuttosto comune, che deve però essere immediatamente diagnosticata e posta sotto il controllo del medico non appena ci sia la certezza della sua presenza.

Vediamo insieme di conoscerne i sintomi, i rischi ai quali essa ci espone e, cosa più importante, come curarla durante la gestazione.

I sintomi della clamidia

Accorgersi della presenza di clamidia è piuttosto difficile, in quanto i suoi sintomi caratteristici sono piuttosto comuni, per un alto ordine di ragioni, durante la gestazione. Si tratta infatti di:

  • Muco vaginale giallastro, che potrebbe essere difficile da riconoscere in quanto durante la gravidanza le perdite vaginali si fanno più frequenti;
  • Leggero dolore mentre si fa la pipì, anche questo molto difficile da riconoscere, soprattutto se siamo già oltre il terzo mese di gravidanza.
  • Prurito, anche questo molto leggero e talvolta accompagnato da un lieve senso di gonfiore.

Dato che si tratta, come abbiamo detto, di sintomi che in genere sono comunque presenti durante la gravidanza, diventa di fondamentale importanza continuare ad effettuare test continui, compresi i tamponi vaginali, che potrebbero restituire risultati positivi proprio alla clamidia.

I rischi della clamidia

La clamidia è un’infezione batterica piuttosto leggera, che però può causare:

  • Parto anticipato e dunque prematuro;
  • Prematura rottura delle acque;
  • Rallentamento nello sviluppo intrauterino del feto, il che vuol dire che i feti che sono nati da madri positive alla clamidia, si sono storicamente presentati con peso e altezza inferiori alla norma.

Per questo motivo è necessario cercare di intervenire tempestivamente sulla clamidia, anche se si è ancora molto lontani dal parto, dato che i problemi che questa patologia può causare al feto sono irreversibili e si accumuleranno senza possibilità di recupero.

La terapia

La terapia per la clamidia prevede l’utilizzo di antibiotici specifici, sia orali che topici, generalmente a base di eritromicina. Si tratta di un presidio medico particolarmente efficace nei confronti della clamidia, che deve però essere assunto esclusivamente sotto la supervisione del medico.

Ribadiamo, in chiusura, l’importanza di affidarsi alle cure del medico il prima possibile, per evitare che la clamidia possa trasformarsi in un serio problema per noi e per il piccolo che portiamo in grembo.

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