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Clitoride ipertrofico: cos’è e cosa comporta

clitoride ipertroficoIl clitoride ipertrofico, chiamato in ambito medico ”ipertrofia clitoridea” o ”clitoridomegalia”, è una particolare condizione che rende la clitoride più grande rispetto al normale.

La clitoride diventa troppo grande a causa della presenza eccessiva di ormoni androgeni. Gli androgeni sono ormoni maschili che però sono presenti anche nel sesso femminile.

L’eccesso di ormoni maschili nel corpo di una donna può causare anche:

  • Irsutismo;
  • Ovaio policistico.

Una clitoride ipertrofica non ha funzioni differenti rispetto ad una normale.

Ipertrofia e clitoride

La clitoride, quasi come il pene, è costituita da un tessuto erettile che si gonfia durante l’eccitazione sessuale a causa del maggior afflusso di sangue all’organo. Nel caso in cui la clitoride sia ipertrofica, può addirittura sembrare un piccolo pene.

In alcuni casi, quando nascono bambine con clitoride ipertrofico, in ospedale si genera un po’ di confusione. Non è raro che le ostetriche non riescano a riconoscere subito se si tratti di una femmina o di un maschio.

Quando questo accade, si parla di DSD quindi di un disordine della differenziazione sessuale. In questi casi gli organi genitali non sono facilmente distinguibili e appaiono come in un limbo tra organi maschili e femminili.

L’incidenza è di 1 nuovo nato su 5.000 circa, non molti ma nemmeno pochissimi. Spesso chi soffre di questo problema va incontro a numerose conseguenze di natura:

  • Psicologica;
  • Legale;
  • Sessuale;
  • Sociale.

Molti non si riconoscono nel proprio sesso e si sentono confusi quando devono indicare il proprio genere oppure si sentono del genere opposto. In Italia esistono centri che possono aiutare i genitori e i loro bambini a superare tutti i problemi che dovessero comparire. Il trauma peggiore spesso è per i genitori che non riescono ad associare un genere al proprio piccolo.

Interventi e cura

Nel caso in cui sia stata fatta una diagnosi precoce, i medici cercano di intervenire tempestivamente per associare il genere al neonato ed evitargli una serie di problemi dovuti alla confusione e all’identificazione.

Ad oggi si cerca anche di non intervenire chirurgicamente e di cercare di utilizzare cure varie che si differenziano a seconda dell’approccio del medico. La situazione è risolvibile, va solo seguita con calma e dai medici giusti.

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