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Cloruri bassi in gravidanza: cause, sintomi e cura

cloruri-bassiTutti sanno che la gravidanza è un periodo molto delicato durante il quale bisogna tenere sotto controllo quasi tutti i valori della gestante. Infatti, tanti sono i motivi di ansia e preoccupazione della futura mamma, ma anche di chi le sta intorno.

Che cos’è il cloruro? Quali sono i suoi valori normali? Quali sono i valori di riferimento per una donna gravida e quali sono i rischi che si corrono nel caso di un valore troppo basso nei 9 mesi di gestazione?  Vediamo di capirne qualcosa insieme.

Che cosa sono i cloruri?

Il cloruro è una sostanza fondamentale per mantenere un equilibrio tra acidi/basi e liquidi nel nostro organismo. Più precisamente il cloruro è un “elettrolito“, così come lo sono anche l’anidride carbonica, il sodio o il potassio.

E’ necessario tenere sotto controllo i livelli dei cloruri perché sono fondamentali per l’assorbimento/secrezione di liquidi e per il funzionamento di tanti organi, tra cui anche il cuore. Di conseguenza è molto importante che una donna incinta tenga sotto controllo questi valori.

Come si struttura l’esame dei cloruri? A cosa serve?

L’esame dei cloruri consiste in un semplice prelievo ematico da fare a digiuno e dopo aver informato il medico di eventuali farmaci che si stanno assumendo in quanto questi possono influenzare il risultato.

I valori normali vanno da 98 a 107 mEq/l. Questo esame viene utilizzato per monitorare pazienti che sono affetti da una certa condizione patologica, o per diagnosticarla, ad esempio:

  • Sangue eccessivamente acido (acidosi);
  • Sangue eccessivamente basico (alcalosi);
  • Malattie renali o del fegato;
  • Insufficienza cardiaca;
  • Ipertensione.

Tra i sintomi principali che indicano uno squilibrio di elettroliti abbiamo soprattutto i problemi respiratori, l’affaticamento, debolezza muscolare, pressione elevata, diarrea e vomito, insufficienza cardiaca, eccetera.

Cosa succede se una donna incinta riporta valori troppo bassi di cloruri?

Studi recenti ritengono che se si riscontrano livelli troppo bassi di cloruri nella donna incinta, può ridursi notevolmente il rischio di autismo nel bambino.

Il rischio di contrarre questa malattia dalle cause ancora sconosciute si riduce anche se si assumono farmaci che abbassano i cloruri. Infatti, somministrando un certo tipo di diuretico (il bumetadine) il giorno prima del parto, la ricerca ha dimostrato che i neonati non hanno i tratti dell’autismo.

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