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Come incoraggiare il rapporto padre-figlio

Quella del rapporto padri-figli è una questione fondamentale che, sebbene abbia acquisito rilievo nella considerazione sociale grazie al ruolo degli studi comportamentali dell’infanzia e all’avanzamento delle relazioni uomo-donna, necessita ancora di chiarimenti e sottolineature.

Se il ruolo materno viene assunto dalla neomamma appena avviene la scoperta della gravidanza, non è così per quello paterno: il padre realizza in ritardo il viaggio che è chiamato a compiere, spesso soltanto a nascita avvenuta.

Ciò è in buona parte fisiologico e non dobbiamo certo farne una colpa.

Ma è possibile aiutare i padri a prendere coscienza del loro ruolo, e a migliorare la loro relazione con i figli? E come?

L’importanza dei momenti di cura

Diverse indagini scientifiche hanno dimostrato che, nei primissimi anni dei bambini, l’attenzione e l’amore dei padri verso di loro migliora non solo in rapporto con il tempo trascorso insieme, ma precisamente in base al tipo di attività svolte.

Non solo i momenti ludici e di affetto e di coccole, ma anche e soprattutto le azioni volte a prendersi attivamente cura del cucciolo sono particolarmente benefiche al fine di rinsaldare la relazione reciproca.

Pratiche quali il cambio del pannolino, la preparazione della pappa o la somministrazione di medicinali dove necessario stimolano attivamente il senso di cooperazione e partecipazione del padre, e di conseguenza il suo senso di attaccamento al piccolo.

Quest’ultimo ne beneficia almeno altrettanto: al di là della tradizionale figura che esisteva con la semplice presenza, infatti, il bimbo si accorge del ruolo più attivo e funzionale del genitore, il che aumenta ulteriormente la fiducia rivoltagli.

Con il passare degli anni

Ad ogni età corrispondono determinate esigenze. Se da 0 a 3 anni il bambino assorbe indiscriminatamente ogni stimolo, ed è quindi necessario soprattutto esserci e accudire nella maniera sopraccitata, dai 3 ai 5 la sua personalità e capacità logiche subiscono un’impennata.

Il padre dovrà passare più tempo possibile giocando con il piccolo e creando per lui nuovi stimoli che ne accrescano la curiosità, comunicandogli i concetti di giusto e sbagliato senza mai essere giudicante o biasimante.

Quel che è certo, comunque, è che non è mai troppo presto per decidere di essere un genitore partecipe, e che la scelta è sempre vincente.

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