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Come preparare il bambino alla perdita di una persona cara

Ciò che non si conosce, spaventa. Questo è valido per gli adulti, ma in particolar modo per i bambini. La morte rappresenta da sempre una questione complicata, per sua stessa natura.

Gli adulti hanno loro stessi difficoltà a gestire questo argomento, e risulta ancora più difficile spiegarlo ai più piccoli. Li riteniamo indifesi e incapaci di comprendere una cosa così grande.

In realtà, passati i 3 anni, i piccoli sono già capaci di comprendere pienamente il concetto di morte, se viene loro adeguatamente spiegato; e spesso sono in grado di gestire la situazione meglio degli adulti.

Prima dei 3 anni, i bambini non comprendono ciò che sta accadendo, vanno quindi rassicurati e coccolati. Ma tra i 3 e i 5 anni pensano che la morte sia momentanea: la persona cara tornerà presto, come avviene nei cartoni animati.

Capiscono cos’è la sofferenza e vivono il dolore con intensità. Spesso si interessano agli aspetti fisici della morte.

Tra i 7 e gli 11 anni hanno un’idea più realistica della morte, ma non sapendo ancora identificare le loro emozioni, possono avere reazioni particolari: aggressività, regressione ecc...

Dopo gli 11 anni, possono essere considerati come gli adulti: hanno le stesse difficoltà nell’accettare l’accaduto e nell’esprimere i propri sentimenti.

Come prepararli

I piccoli possono essere aiutati osservando la morte di un animale: non è più in vita, non respira più, non mangia, non soffre e non tornerà più.

Un altro comportamento utile è comunicare loro quello che sta per accadere e non quando la morte è già sopraggiunta. In questo modo avranno tempo prezioso per salutare la persona che sta per lasciarli.

Fare partecipare i bambini alle funzioni li aiuta a rendersi conto di quello che è successo. Permette loro di condividere in qualche modo il dolore e di fare i conti con la loro sofferenza.

Invitare al pianto. E’ molto importante ed ha una funzione emotiva, ma anche fisiologica dal momento che piangere produce sostanze calmanti.

Rispondere con chiarezza ed empatia alle naturali paure che potrebbero innescarsi nel bambino (essere la causa della morte, paura di perdere anche altre persone care ecc…)

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