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Come proteggere i ragazzi dalla dipendenza da smartphone

Se si dovesse immaginare di ritrarre uno spaccato della gioventù di questo periodo, tutti i soggetti ritratti avrebbero il viso illuminato dallo schermo di uno smartphone!

E’ un oggetto divenuto onnipresente e insostituibile. Permette ai ragazzi di vivere perennemente connessi, costantemente informati, giudicati e pronti a giudicare a loro volta.

La vita reale spesso viene sovrastata da quella virtuale e il richiamo di una notifica è molto più forte della voce dell’amico che è di fronte.

Difficilmente i giovani si addormentano senza telefono in mano,e di certo è la prima cosa che prendono in mano al loro risveglio (sempre che sia stato abbandonato per qualche istante). Vivono nella fobia di rimanere sconnessi, cosa tecnicamente chiamata Nomofobia.

Questi elementi sono tutti sintomi inequivocabili di una vera e propria dipendenza da smartphone! Non sono solo i giovani ad essere colpiti da questa sindrome, ma essi rappresentano sicuramente un bacino di utenza vasto e delicato.

Come difendere i più giovani da questi rischi

Una cosa importante è comprendere quale sia l’età giusta per affidare uno smartphone ai propri figli. Troppo spesso si vedono molti giovanissimi alle prese con tecnologie molto più grandi di loro.

In un contesto simile, cadere in un uso scorretto del mezzo è cosa piuttosto semplice e altamente probabile. Dare il giusto esempio è il passo numero due nella lista delle azioni “di salvataggio”.

Mostrarci perennemente assorbiti dalla notifiche e costantemente dedicati al nostro telefono, non è dicerto di aiuto nella corretta educazione dei nostri ragazzi.

E’ essenziale che i giovani colgano la profonda differenza tra la vita reale e quella virtuale; che riescano a passare del tempo piacevole anche restando disconnessi per qualche ora.

Prima dell’addormentamento sarebbe bello che si dedicassero ad altro (un libro, un film, due chiacchiere in famiglia); e al risveglio sarebbe utile se prendessero il telefono in mano non prima di mezz’ora.

Dare orari e divieti è pressoché inutile,dal momento che i ragazzi tendono a fare l’esatto opposto di quello che viene loro raccomandato, per questo è necessario creare in loro una sana consapevolezza.

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