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Covid e ritorno a scuola: cosa cambia

L’anno scolastico 2020/2021 non ha nulla di uguale agli anni precedenti. E’ un anno incerto, in cui la rassicurante routine tra banchi e corridoi è sostituita da rigide regole e percorsi indicati sul pavimento.

I bambini a scuola, con grande stupore di noi adulti, si sono adattati in maniera esemplare, spesso meglio dei grandi che li circondano, dando anzi loro stessi l’esempio, probabilmente inconsapevoli di quanto stessero facendo per le loro stesse famiglie.

Strategie e regole

La prima strategia riguarda gli ingressi che verranno fatti scaglionati per evitare assembramenti all’ingresso della scuola.

La differenziazione non riguarda solo gli orari, ma anche i punti fisici di ingresso, anche questi divisi in diverse zone. Naturalmente lo stesso discorso vale per le uscite, anche queste contingentate.

Un’altra novità di questo particolare anno scolastico è l’uso della mascherina. Inizialmente l’obbligo di indossarla era limitato agli spostamenti all’interno della scuola.

Quindi bambini e ragazzi potevano abbassarla o toglierla una volta raggiunta la loro postazione. Recentemente questa “libertà” è stata ulteriormente limitata e in molte scuole si è passati all’obbligo continuativo di indossarle. Obbligo valido anche per insegnati e operatori scolastici.

Altro elemento chiave è il distanziamento sociale. I ragazzi non devono interagire se non mantenendo una distanza di un metro. Le segnaletiche a terra mostrano agli studenti quale sia il percorso da seguire per raggiungere i vari luoghi in modo da evitare il più possibile che si incontrino nei corridoi.

La ricreazione viene fatta in classe nelle proprie postazioni e le colazioni devono essere portate da casa.

L’attività sportiva a scuola ha subito un duro colpo. Si va in palestra, ma applicando le regole di distanziamento, in questo caso di almeno due metri. L’uso della mascherina non è obbligatorio, ma le attività portate avanti sono mirate a far svagare gli studenti senza farli sudare eccessivamente.

Autonomia scolastica

Ciascuna scuola gode di una particolare autonomia che le permette di prendere alcune decisioni di tipo logistico in base alle sue peculiarità e necessità.

Come per esempio il conteggio dei giorni di assenza: 5 per la primaria e 3 per l’infanzia, ma in alcune scuole vengono conteggiati sia sabato che domenica.

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