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Depressione maggiore: colpisce anche i bambini?

Nell’uso comune la parola “depressione” è usata per indicare profondi sentimenti di tristezza. In realtà si tratta di qualcosa che va oltre: è una patologia caratterizzata da una perenne angoscia che elimina la voglia di vivere (spesso arrivando ad avere idee suicide) e una totale mancanza di energia.

Il “disturbo depressivo maggiore” è la sua forma principale, ma ne esistono anche altre (disturbo distimico, il disturbo ciclotimico e il disturbo dell’adattamento con depressione).

Di solito associamo questa malattia solo agli adulti. È possibile parlare anche di depressione infantile?

Depressione maggiore nei bambini

La risposta al nostro quesito purtroppo è: sì, anche i bambini possono essere depressi. La depressione infantile ha, però, caratteristiche differenti da quella degli adulti: il bambino non prova angoscia, sensi di colpa e non ha idee suicidarie.

Lo psicoanalista Spitz è stato il primo a studiare i casi di depressione nei bambini, osservando il loro comportamento in ospedale, dove vivevano un lungo periodo di assenza della madre. Altri studi hanno dimostrato che la depressione infantile può anche essere una reazione alla depressione della mamma.

L’indifferenza della mamma provoca nel figlio piccolo un’influenza emotiva negativa. Altri fattori di rischio possono essere traumi come la perdita di un genitore, l’abuso e l’abbandono. Un’analisi ha registrato che i bambini che soffrono di depressione maggiore sono:

  • l’1% da zero a 3 anni;
  • il 4% in età prescolare;
  • il 5% in età scolare;
  • l’11% tra gli adolescenti.

Cosa fare?

È fondamentale interpretare i campanelli d’allarme: calo dell’attività oppure mancanza di iniziativa e di interesse. Bisogna lavorare tantissimo sul dialogo col figlio per scoprirne le cause. Spesso un comportamento preoccupante può essere solo un modo per attirare la vostra attenzione.

Scarcella e Lozito, in un loro articolo del 2000, hanno infatti sottolineato la difficoltà diagnostica della depressione maggiore infantile. I bambini, al contrario degli adulti, non esprimono apertamente il loro disagio. Sarà compito dei genitori stare attenti a particolari atteggiamenti del figlio.

Recuperare la situazione in tempo con una diagnosi precoce e una terapia mirata consente di limitare la durata della depressione. Se si manifestano segnali, come mancanza di appetito, disturbi del sonno o isolamento sociale, sarà necessario l’intervento di uno specialista.

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