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Disagio emotivo nei bimbi: come gestirlo

Mal di pancia, enuresi, iperattività o comportamenti aggressivi sono solo alcuni esempi di segnali di disagio emotivo che il bambino lancia, spesso senza rendersene nemmeno conto.

I bambini, proprio come gli adulti, possono manifestare un malessere interiore in forma indiretta, attraverso disturbi psicosomatici, come il mal di pancia, o per mezzo di comportamenti non consoni, come l’aggressività.

In altri casi il disagio è più evidente e si manifesta con cattivo umore, mutismo e il famoso “broncio”. Cogliere i segnali di disagio emotivo non è sempre facile, ma è importante per sostenere i propri bambini e aiutarli a uscire da una situazione che causa loro sensazioni spiacevoli.

Disagio emotivo nei bambini: cosa fare?

Molti genitori, ma anche insegnanti, si trovano spesso a fare i conti con il disagio emotivo dei bambini senza sapere come comportarsi. Vediamo insieme quali sono le parole chiave in situazioni del genere.

Osservare: è importante tenere d’occhio i propri bambini senza farli sentire sotto osservazione. Non bisogna prestare attenzione solo al linguaggio verbale (ciò che ci comunica parlando), ma anche al paraverbale (ciò che comunica senza parlare).

Comprensione e ascolto: un altro step per affrontare e gestire il disagio infantile è quello di far sentire il bambino compreso. È importante che sappia che si può fidare dell’adulto e che questo è disponibile ad ascoltarlo senza giudicarlo. Deve inoltre sapere che casa e/o scuola sono luoghi sicuri.

Altri concetti importanti

Sicurezza: oltre alla comprensione è necessario che il bambino venga rassicurato con parole di amore e gesti di affetto, come una carezza o un abbraccio. In alcuni casi il disagio può essere risolto semplicemente dando al bambino l’affetto e le attenzioni di cui ha bisogno.

Aiuto nell’esprimere le emozioni: i bambini devono capire che tutte le emozioni sono importanti e che ciascuna di loro svolge una funzione specifica. Per cui non bisogna reprimerle o vergognarsene, ma nemmeno esprimerle in modo errato. La simulazione tramite il gioco è sempre una buona soluzione per spiegare in modo semplice concetti più complessi.

Non sottovalutare: il disagio emotivo potrebbe essere legato a un episodio isolato e quindi essere passeggero. Ma potrebbe anche essere l’anticamera di un malessere più profondo. In questo caso è consigliata la consulenza con un professionista esperto nell’età evolutiva e dello sviluppo.

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