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Dolori dopo rapporti sessuali in gravidanza: c’è pericolo?

dolore post sessuale gravidanzaCome amiamo ripetere sulle pagine di questo sito, la gravidanza non vuol dire necessariamente un periodo di astensione forzata dal sesso. Si tratta piuttosto di un periodo, soprattutto in presenza di una gestazione un po’ complicata, durante il quale dovremo fare un po’ di attenzione, ma niente di più, almeno per i casi entro il range di normalità.

Ma che dire dei dolori che si possono avvertire successivamente ad un rapporto sessuale? Cosa possono significare? C’è pericolo per il nostro piccolo? C’è bisogno di consultarsi con il medico o con il ginecologo? A questo e ad altri quesiti proveremo a rispondere nel corso del nostro articolo.

Crampi uterini

Il dolore più comune che si può andare a provare successivamente ad un rapporto sessuale da gravide è quello dei crampi uterini. Si tratta di contrazioni vere e proprie, che potrebbero ricordare quelle che si provano durante le mestruazioni.

Si tratta in questo caso di una reazione fisiologica e del tutto normale, che non deve destarci alcun tipo di preoccupazione. I motivi sono presto spiegati:

  • Da un lato le prostaglandine contenute nello sperma stimolano le contrazioni uterine di per sé, cosa che avviene anche nei rapporti al di fuori della gravidanza, ma che magari percepiamo con minore intensità.
  • Dall’altro l’orgasmo può anch’esso aumentare le contrazioni uterine, che soprattutto durante la gravidanza sono sia più intense, sia più percepibili.

In questo caso non c’è nulla, come abbiamo detto poco fa, di cui preoccuparsi. Discorso diverso per i casi di cui andremo a parlare tra pochissimo.

I sintomi ai quale stare invece attente

Ci sono altri tipi di sintomi che possono accompagnare il dolore, che devono invece essere tenuti estremamente sotto controllo, e che devono essere riportati sia al ginecologo, sia al medico nel più breve tempo possibile.

Nel caso in cui crampi e dolori:

  • Sono accompagnati da contrazioni simili al travaglio, che si prolungano per più di 4 ore;
  • Sono accompagnati da uno spotting che, per quanto leggero, si protrae comunque per più giorni;
  • Permangano per più di 12 ore, anche successivamente al riposo;
  • Il movimento del bambino sembra ridotto rispetto al solito.

In presenza di questi sintomi aggiuntivi è dunque d’obbligo consultare il proprio ginecologo, che ci permetterà di avere un quadro più completo di quello che sta avvenendo e di scongiurare eventuali complicazioni.

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