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Esami urine in gravidanza: quali sono quelli più importanti?

esame urine gravidanzaPer tenere sotto controllo la nostra salute sarebbe opportuno fare degli esami di controllo di tanto in tanto, soprattutto se siamo in una condizione delicata come quella della gravidanza.

A che cosa serve di preciso l’esame delle urine durante la gravidanza? Quali sono i valori normali delle urine in questo periodo? Quando si fa invece l’urinocultura? In questo articolo andremo a rispondere insieme proprio a queste domande.

A cosa serve l’esame delle urine durante la gravidanza?

Quella della gravidanza è una fase molto delicata e, allo stesso tempo, molto emozionante per la vita di una donna. La futura mamma deve costantemente monitorare alcuni parametri per verificare che stia procedendo tutto per il meglio ed intervenire subito in caso di problemi.

Tra gli esami a cui la gestante viene sottoposta troviamo anche quello delle urine che dovrebbe essere eseguito ogni mese, in quanto si tratta di uno degli esami più completi, che evidenziano sin da subito la presenza di eventuali problemi.

Quando si fa l’urinocultura?

In alcuni casi il medico potrebbe ritenere necessario prescrivere alla donna anche l’esame dell’urinocultura, che è più specifico del classico esame delle urine.

Quello dell’urinocultura viene solitamente prescritto nei seguenti casi:

  • Se la donna ha lo stimolo di urinare spesso;
  • Se dall’esame delle urine sono emersi dei valori anomali;
  • Se si sono manifestati i sintomi dell’infezione;
  • Se la donna avverte un bruciore mentre urina.

Grazie all’urinocultura il medico potrà infatti individuare il germe che ha causato lo scompenso e, attraverso altri esami, troverà anche l’antibiotico più adatto a quella situazione specifica.

Come si leggono i risultati dell’esame delle urine?

Ovviamente, dopo aver fatto l’esame e ritirato il rispettivo referto, devi far leggere i risultati al tuo medico affinché analizzi i tuoi valori e ti descriva la situazione.

Il referto dell’esame delle urine si divide in due parti, ossia l’analisi del sedimento che viene effettuata al microscopio e che valuta i livelli degli eritrociti, dei leucociti, la presenza di batteri e miceti, dei cristalli e via dicendo.

L’altra parte del referto è invece chimico-fisico e consiste nella valutazione del pH, del colore e dell’aspetto delle urine, ma anche i livelli del glucosio, dell’emoglobina, delle proteine e tanti altri valori che verranno quindi analizzati dal medico in base al contesto.

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