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Gravidanza biochimica: che cos’è, perché si manifesta e come accorgersene

test gravidanzaLa gravidanza biochimica è un particolare tipo di gestazione che, purtroppo, non ha possibilità di proseguire. Si tratta infatti di una fecondazione che si risolve, dopo pochi giorni, in un aborto spontaneo, con conseguente interruzione e ritorno al normale ciclo di ovulazione entro un breve periodo di tempo.

Si tratta di un durissimo colpo per chi vuole diventare mamma, e per aiutare a superare l’impatto emotivo di un evento di questa portata, abbiamo messo insieme per te le informazioni di cui hai bisogno per razionalizzare, capire e cercare di evitare che il triste incidente non si verifichi di nuovo.

Che cos’è la gravidanza biochimica?

Si tratta di una gravidanza in partenza normale, che avviene con una regolare fecondazione dell’ovulo e un regolare sviluppo embrionale per i primi giorni.

Successivamente però l’impianto dell’ovulo non va a buon fine, e la gravidanza si interrompe in modo autonomo, con l’embrione che viene espulso con modalità che, almeno nella loro manifestazione fisica, ricordano quelle del ciclo mestruale.

Gravidanza biochimica e fecondazione in vitro

Questa evenienza è piuttosto comune per quelle donne che hanno seguito una procedura di fecondazione in vitro. Si stima infatti che circa il 10% di queste procedure finiscano poi con l’interruzione di gravidanza, nonostante i primi test abbiano ravvisato una fecondazione e uno primo sviluppo entrambi regolari.

Questa evenienza però andrebbe interpretata come un buon segnale, che apre sicuramente le porte ad una procedura che possa venire portata a termine se ripetuta.

Siamo riuscite infatti a fecondare il nostro embrione, e con buone probabilità nei tentativi successivi riusciremo a portare a termine la gestazione.

Perché si chiama biochimica?

Il nome è riferito alla fase iniziale della gravidanza, dove lo stato interessante può essere registrato esclusivamente ricorrendo a test del sangue che individuano la presenza o meno di beta HCG nel sangue. Siamo infatti nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, ed è impossibile utilizzare ultrasuoni ed ecografia (e tantomeno il Doppler) per registrare la presenza di un feto.

La fase che ti abbiamo descritto poco sopra si chiama appunto biochimica, ed è da qui che nasce il nome del fenomeno di cui parliamo nel nostro articolo.

I livelli di Beta HCG

I test del sangue registrano i livelli di Beta HCG, la gonadotropina corionica. Si tratta di un ormone la cui presenza è indice inconfutabile di gravidanza in corso, e i cui livelli salgono a ritmi costanti durante lo sviluppo del feto. Nella fase biochimica della gestazione i livelli di Beta sono un indice affidabile che indica lo stato di salute della gravidanza.

In caso di biochimica, questi livelli scendono però rapidamente, tornando a 0 nel giro di pochi giorni, segno che il concepimento è avvenuto, ma che non ci sarà possibilità di portare avanti la gestazione.

Microaborto

A volte questa evenienza viene anche chiamata Microaborto, in quanto non vi è necessità di procedere al raschiamento. Il feto viene infatti espulso autonomamente e in alcuni casi la paziente può anche ignorare di essere stata, in principio, fecondata.

Fecondazione in vitro: le possibilità si abbassano

Se per la prima FIV le percentuali di gravidanza biochimica sono piuttosto alte, la percentuale tende ad abbassarsi al ripetersi della procedura. Si registrano tassi, alla seconda iterazione, vicini al 5%, motivo per il quale si può guardare con una certa fiducia al futuro, consce del fatto che prima o poi la procedura avrà successo, e che l’interruzione prematura e spontanea della gestazione non è segnale di impossibilità a concepire anche attraverso le procedure in vitro.

Dopo quanto tempo torna il ciclo?

In genere dopo 28 giorni dall’avvenuta interruzione. Ci sono casi in cui però la paziente avvisa amenorrea per periodi che possono arrivare fino ai 3 mesi. È necessario consultare in ogni caso il proprio ginecologo, che sarà in grado di monitorare la situazione ed indicarvi, nel caso, le terapie da seguire.

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