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Inseminazione artificiale e parti plurigemellari: le probabilità

fecondazione assistitaAlcune coppie che non possono avere figli provano a chiedere aiuto alle cliniche di fertilità.

I risultati dell’inseminazione artificiale non sempre rispecchiano le aspettative della coppia, in quanto l’intervento può non andare a buon fine oppure può superare di gran lunga le aspettative dei genitori, regalando loro una coppia di gemelli.

In Italia il 50% delle donne al di sotto dei 40 anni, che si sottopone a questa procedura, ottiene risultati positivi.

L’inseminazione artificiale

Dagli anni Ottanta ad oggi, le tecniche di inseminazione artificiale hanno inciso fortemente sull’aumento dei parti gemellari.

Questo aumento è la conseguenza del fatto che, durante la procreazione assistita, vengono impiantati più embrioni, in quanto solo dal 10 al 25% dei casi, riescono a dar luogo ad una gravidanza.

Proprio perchè sono tecniche che facilitano il concepimento, possono anche favorire le gravidanza multiple.

In Italia una coppia su quattro che si sottopone all’inseminazione artificiale ottiene un parto gemellare. Nel 5% dei casi invece si va incontro ad un parto trigemellare.

Le donne maggiormente a rischio di queste gravidanze sono quelle al di sotto dei 37 anni.

I rischi

Le gravidanze multiple hanno l’esigenza di essere monitorate costantemente e dettagliatamente, in quanto sono molteplici i rischi a cui vanno in contro sia la madre che i bambini.

Le problematiche nascono a causa del numero delle placente, che possono causare: nascite premature, mortalità, malformazioni, rottura di uno dei sacchi, disturbo della crescita di uno dei feti, emorraggie post-parto, ipertensioni, sepsi e ittero del neonato, complicazioni respiratorie e diabete.

I gemelli, però, non sono tutti uguali: i monozigoti rischiano il quadruplo in mortalità e malformazioni a confronto dei gemelli eterozigoti, che sono il frutto di due embrioni distinti.

Le ricerche contro i parti plurigemellari

Alcuni studi medici si occupano di fronteggiare il problema del parto plurigemellare.

Il Centro per la fecondazione in vitro diretto dal professor Alberto Revelli dell’Università di Torino, in collaborazione con esperti statistici della Linnè Kliniken di Uppsala, hanno studiato un metodo che si basa su una formula matematica, per evitare l’insorgere di gravidanze multiple a seguito della fecondazione in vitro.

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