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Listeriosi: che cos’è, come prevenirla e come curarla

listeriosiLa listeriosi è una delle tante complicazioni che possono colpire una donna durante la gravidanza. Si tratta, e lo specifichiamo in apertura di articolo, di una delle complicazioni più importanti che possono colpire gestante e feto ed è per questo che si è guadagnata la pessima reputazione che la accompagna.

La listeriosi è una infezione causata da un batterio, il Listeria monocytogenes, presente in genere negli alimenti che vengono ingeriti o anche semplicemente toccati dalla persona che successivamente ne verrà contagiata.

La prevenzione gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro questo tipo specifico di infezione. Vediamo insieme come mantenere una condotta che ci tenga lontane da questo pericolosissimo batterio.

Il contagio

Il Listeria monocytogenes è un batterio presente nel suolo e nell’acqua e può da qui contagiare gli animali, che possono esserne anche portatori sani. Il contagio umano avviene attraverso l’ingestione o la prossimità ad alimenti quali carni rosse, pollame, pesce e prodotti derivati del latte, in genere freschi.

Anche gli alimenti di origine vegetale possono essere contaminati, soprattutto se non lavati accuratamente prima del consumo o se confezionati in ambienti dove le condizioni igieniche non sono ottimali.

Un batterio che colpisce solo determinate categorie

L’incidenza della listeriosi sulla popolazione umana è davvero bassissima. Si parla di meno di 10 casi per ogni milione di persone. Ci sono però alcuni gruppi che tendono a contrarre il batterio più di frequente, a causa di un sistema immunitario compromesso o, lo vedremo tra poco, della gravidanza.

  • Pazienti affetti da alcolismo, tumori, diabete o da patologie a carico del sistema renale o epatico
  • Neonati: che non hanno ancora un sistema immunitario ben sviluppato e sono quindi più facilmente esposti al Listeria
  • Donne gravide: sono circa 12 volte più a rischio di un soggetto normale che sia in salute, e che non abbia contratto le patologie di cui abbiamo parlato poco sopra
  • Soggetti positivi all’HIV: si tratta appunto di una malattia che colpisce il sistema immunitario. Chi è positivo al virus ha una media di contrazione del batterio circa 300 volte superiore ai soggetti in salute.

I sintomi durante la gravidanza

I sintomi della listeriosi durante la gravidanza sono particolarmente subdoli, in quanto, al contrario di quanto avviene per i soggetti immunodepressi, questi sono piuttosto leggeri e difficilmente riconoscibili da quelli di una banale influenza.

Nel caso in cui la donna gravida avesse una febbre leggera e accusasse dolori muscolari e avesse al tempo stesso la certezza di aver consumato alimenti potenzialmente contaminati, diventa obbligatoria la visita del medico curante, che stabilirà tempi e modi per le analisi di rito.

I rischi per la gravidanza

Se contratto durante i primi tre mesi di gravidanza, il Listeria può essere responsabile di aborti spontanei. Successivamente, passata la boa delle 12 settimane, il rischio di aborto spontaneo si fa decisamente più basso, anche se i problemi, e lo vedremo tra poco, diventano potenzialmente ancora più drammatici.

I rischi per il feto

Anche i rischi per il feto sono purtroppo importanti. Nel caso in cui il batterio dovesse essere contratto successivamente alla 12esima settimana di gravidanza, si prospettano rischi che vanno ad interessare il corretto sviluppo psico-motorio del feto.

Si sono riscontrati in passato casi di ritardo mentale, cecità, paralisi, problemi nello sviluppo delle funzioni celebrali.

I rischi per la mamma

Dopo il terzo mese i rischi più importanti interessano però la mamma. La listeriosi può portare infatti alla morte del paziente anche se trattata tempestivamente, con infezioni che vanno ad interessare anche aree diverse da quella gastrointestinale.

Il Listeria riesce infatti a propagarsi anche al di fuori del luogo dell’infezione originaria, rendendo più difficile il trattamento e l’eliminazione del batterio.

Come si cura?

Ci si deve rivolgere tempestivamente al medico curante, che intraprenderà nella maggioranza dei casi una terapia a base di antibiotici specifici, che se cominciata per tempo eviterà l’insorgenza dei problemi che abbiamo sopra elencato.

In nessun caso è consigliato agire utilizzando farmaci che non sono stati prescritti dal medico curante. Si tratta di una infezione importante che va trattata esclusivamente da specialisti.

Cosa evitare assolutamente?

Sono da evitarsi assolutamente tutti i prodotti a base di carne che non vengano riscaldati subito prima del consumo, carni crude, formaggi a pasta molle non prodotti utilizzando latte pastorizzato e più in generale tutti i derivati della carne sulle quali origini non possiamo essere sicuri.

 

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