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Mononucleosi nei bambini: sintomi, incubazione e cura

mononucleosi bambinoLa mononucleosi è un’infezione di tipo virale che viene contratta a causa del Virus di Epstein-Barr e che colpisce anche bambini in tenera età.

Vediamo insieme come comportarci nel caso in cui avessimo il dubbio che il nostro bambino sia stato contagiato. È pericolosa la mononucleosi? C’è bisogno di preoccuparsi? Possono esserci complicazioni?

Vediamolo insieme.

Sintomi spesso assenti

È sicuramente interessante notare che circa il 75% delle persone che contraggono il virus della mononucleosi, non presentano segni o sintomi visibili. Il virus è in un certo senso dormiente in 3 soggetti su 4, motivo per il quale la diagnosi è piuttosto difficile. Nei bambini, in genere, il virus si mostra con più veemenza, anche se non è detto che il nostro piccolo, anche nel caso in cui avesse contratto la patologia, costerà i suoi sintomi tipici.

Quali sono i sintomi?

I sintomi della mononucleosi sono quasi tutti a carico del sistema ghiandolare, soprattutto nel bambino. Abbiamo infatti:

  • Ingrossamento delle tonsille;
  • Ingrossamento dei linfonodi intorno al collo;
  • Possibile dolore alle ascelle.

Con l’accompagnamento di febbre alta (fino a 40° nei casi più seri), di inappetenza e di irritabilità.

Nelle prime due settimane della malattia, i sintomi tipici potrebbero essere accompagnati da quelli dell’influenza, con mal di gola persistente, svogliatezza, male di pancia, vomito, nausea e sudorazione abbondante.

Come potete vedere voi stessi, si tratta almeno per le prime due settimane di sintomi comuni ad un numero importante di patologie, motivo per il quale la diagnosi della mononucleosi si fa particolarmente difficile.

L’acuto della malattia

L’acuto della malattia si ha dopo 2 settimane di “incubazione”. Il virus mostra tutta la sua forza e può causare eritemi che assomigliano a quelli del morbillo, placche nel cavo orale che rendono difficile ingoiare e un ingrossamento ulteriore delle ghiandole del collo, dell’inguine e delle ascelle.

L’acuto della malattia può andare ad interessare anche altri organi, come la milza e il fegato, che possono gonfiarsi durante il decorso della mononucleosi e che rappresentano al momento il rischio più grande per chi soffre di mononucleosi tra i 2 e i 14 anni.

Le cause della mononucleosi

La mononucleosi è detta malattia del bacio perché trova nella saliva umana un potentissimo veicolo di infezione. Non ci sono solo i baci però a rendere questa malattia estremamente comune: basta il contatto con una gocciolina minuscola di saliva per venire contagiati dal virus di Epstein-Barr.

La diagnosi della mononucleosi

Per avere un riscontro certo, vengono impiegati nella diagnosi della mononucleosi alcuni test del sangue, tesi ad individuare la presenza o meno di transaminasi, bilubirina e anticorpi specifici EBV.

I test del sangue per questo tipo di patologia sono estremamente attendibili e sono ad oggi il miglior strumento per rilevare la presenza di un’infezione da mononucleosi.

Dopo quanto tempo si può tornare a scuola?

Possiamo far tornare il nostro bambino all’asilo o a scuola 3–4 giorni dopo che la febbre sarà completamente sparita. Si tratta di una norma precauzionale in quanto il virus non è più contagioso a febbre sparita. Se il vostro bambino, però, vi dovesse dire di sentirsi particolarmente stanco, assecondatelo e tenetelo a casa per qualche giorno in più.

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