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Ombelico del bambino nero e tumefatto: quando preoccuparsi

moncone ombelicale anneritoIl cordone ombelicale collega la mamma al bambino per tutto il corso della gravidanza.

Al momento della nascita viene reciso ed è necessario apportare le cure necessarie per evitare eventuali infezioni, che possono insorgere e causare annerimento e tumefazioni nella zona ombelicale.

La cura dell’ombelico

Tra la prima e la seconda settimana di vita il moncone ombelicale tende ad essiccarsi e a cadere.

Durante questi giorni è necessario medicare la zona interessata con garze sterili imbevute di disinfettante.

E’ importante effettuare questa medicazione ogni volta che la zona ombelicale si bagna. Sarebbe meglio ogni cambio di pannolino.

Quando il moncone cade, continuate a medicare la zona, tamponando con acqua ossigenata, per due o tre giorni. Dopo queste ultime precauzioni è possibile fare il primo bagnetto.

Quando preoccuparsi

Dopo aver apportato le medicazioni indicate per il periodo stabilito, normalmente il bambino dovrebbe essere pronto per il bagnetto e non aver nessun problema.

Durante la fase di medicazione del moncone ombelicale possono insorgere alcune problematiche:

  • Dopo 20 giorni il moncone ombelicale non si è ancora staccato.
  • Durante la fase di medicazione dell’ombelico sulle garze si trovano tracce di sangue o di pus.
  • Se la zona dell’ombelico è gonfia e presenta vescicole rossastre e un cattivo odore.
  • Se il moncone è nero potrebbe essere un buon segno, in quanto l’annerimento può essere dovuto all’essiccamento del cordone ombelicale, quindi non c’è da preoccuparsi. Nel caso il cui oltre al colorito nero, l’ombelico sia gonfio e il gonfiore aumenti quando il bambino faccia qualsiasi sforzo (pianto, tosse), si potrebbe trattare di  ernia ombelicale. Nel caso di un’ernia ombelicale non c’è da preoccuparsi troppo in quanto tende a scomparire in modo spontaneo nei primi 3 anni di vita.

Nel caso in cui si presentasse anche solo una di queste eventuali circostanze è necessario chiedere l’intervento del proprio pediatra.

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