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Ormone antimulleriano e fertilità: tutto quello che c’è da sapere

ormone antimullerianoL’ormone antimulleriano (conosciuto anche come AMH) è una glicoproteina prodotta nelle ovaie attorno alla trentaseiesima settimana di vita del feto che continua fino al raggiungimento della menopausa. L’AMH inibisce i follicoli primordiali fino a quando l’FSH stimola la crescita del follicolo durante il ciclo mestruale.

L’ormone antimulleriano può essere misurato attraverso le analisi del sangue che possono essere effettuate in qualsiasi giorno del mese. L’esame non è gratuito per il sistema sanitario nazionale e la spesa va dai 50 ai 100€ a seconda del laboratorio.

L’AMH misura l’età ovarica individuando il numero dei follicoli primordiali, che decresce fisiologicamente durante la vita e smette definitivamente al momento della menopausa. Se nella vostra famiglia ci sono storie di menopausa precoce, potreste misurare l’AMH per sapere quanta riserva ovarica avete.

Ormone antimulleriano e fertilità

La misurazione dell’ormone antimulleriano serve come marcatore della risposta ovarica alle terapie ormonali utilizzate per la fecondazione assistita. L’AMH è anche un marcatore tumorale ed è utile ad identificare la sindrome dell’ovaio micropolicistico. Nella condizione di ovaio micropolicistico si verifica un aumento del numero di follicoli ovarici con un conseguente aumento dell’AMH.

L’ormone antimulleriano stabilisce accuratamente la riserva follicolare ovarica ed è associato alla fertilità della donna:

  • Livelli troppo bassi di AMH indicano difficoltà di concepimento;
  • Per la procreazione assistita si misura l’AMH per capire se la donna risponde alle terapie;
  • È utile alla diagnosi di tumori;
  • È utilizzato per la diagnosi della sindrome dell’ovaio micropolicistico.

I valori considerati normali

Per le donne di età inferiore ai 2 anni devono essere <4.7 ng/ml; dai due fino ai dodici anni <8.8 ng/ml. Se siamo interessati ai valori nell’età fertile, tra i tredici e i quarantacinque anni devono toccare circa valori di 0.9-9.5 ng/ml. Dopo i quarantacinque anni toccano valori di <1.0 ng/ml.

Valori troppo alti sono di solito associati alla sindrome dell’ovaio microcistico o policistico e valori troppo bassi sono associabili alla menopausa o alla premenopausa o ad insufficienza ovarica.

Il test dell’ormone antimulleriano non è sufficiente per la diagnosi di fertilità, consigliamo anche:

  • Ecografia ovarica ed ecografia addominale;
  • Esami delle rilevazioni di steroidi sessuali;
  • Esami dell’ormone follicolo-stimolante;
  • Esami che controllino i valori di inibina B.

Comunque è il caso di affrontare l’analisi di questo tipo di dati con il proprio medico curante e nel caso con il proprio ginecologo, che saranno gli unici in grado di affrontare con il supporto della scienza eventuali problemi collegati all’ormone antimulleriano.

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