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Pertosse nei bambini: quando vaccinare e come curarla

pertosseLa pertosse, detta anche tosse canina, è una patologia causata dall’infezione, alle vie respiratorie, di un virus, il Bordatella Pertussis.

Si manifesta con una tosse molto violenta e con un sibilo, caratteristico della patologia, mentre si inspira. Si tratta di una patologia potenzialmente mortale e che dovrebbe essere, soprattutto nel caso in cui colpisca un neonato, tenuta in debita considerazione.

Come riconoscere la pertosse

La pertosse, appena cominciata, ha sintomi che ricordano in tutto e per tutto quelli dell’influenza:

  • Tosse leggera;
  • Starnuti frequenti;
  • Febbre che non supera i 38°C;
  • Naso che cola di continuo.

Dopo circa 2 settimane dal manifestarsi di questi sintomi, comincia la tosse violenta, che in certi attacchi può superare anche abbondantemente il minuto e che è la manifestazione tipica di questa infezione patologica.

Molto contagiosa

Si tratta di una patologia estremamente contagiosa, motivo per il quale il vostro bambino, se colpito da questo virus, dovrebbe essere lasciato a casa fino all’effettivo superamento della patologia, evitando di contaminare gli ambienti scolastici, quelli delle attività pomeridiane e comunque di diffondere un virus che, dati alla mano, ha ancora una certa pericolosità.

Il vaccino

Esiste un vaccino per la pertosse, che è ormai parte del vaccino esavalente, quello che proteggerà il vostro piccolo anche dal tetano, dalla defterite, dalla polio, dall’epatite virale e dalle infezioni da HIB.

Si tratta di un vaccino consigliato a tutti, dato che i potenziali risvolti della pertosse sono estremamente pericolosi e andrebbero dunque eliminati in principio, possibilmente con il vaccino, che al momento, al contrario di qualche credenza popolare, è un vaccino estremamente sicuro.

La cura

In genere la terapia per la pertosse prevede un trattamento a base di antibiotici, particolarmente efficaci nella cura di questa malattia, e che nel giro di 7–10 giorni dovrebbero essere in grado di debellarla.

È importantissimo muoversi in tempo, perché dai dati scientifici in nostro possesso emerge una verità ineluttabile: chi prima comincia la terapia guarisce molto più rapidamente, motivo per il quale è estremamente importante prendere la malattia in tempo.

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