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Piastrine Basse in Gravidanza: cause e rimedi

piastrineDurante la gravidanza il nostro corpo è esposto a grandissimi cambiamenti, di carattere ormonale e non, che possono anche andare a creare qualche serio squilibrio. Uno di quelli più comuni è quello del numero delle piastrine del sangue, un disturbo che è particolarmente comune durante la gravidanza.

Si tratta di qualcosa di normale? Ci sono rischi? E soprattutto come comportarsi? Parleremo di questo e di altro nel corso del nostro articolo, che indagherà innanzitutto le problematiche che causano questo tipo di condizione, per poi offrirvi qualche pratica soluzione.

Le cause

Il calo di piastrine durante la gravidanza è in un certo senso fisiologico, in quanto il nostro sangue tende a diluirsi (o meglio, a diluire i suoi corpuscoli) per diventare meno denso e dunque poter passare attraverso la placenta.

Quando il calo però si fa particolarmente brusco, potrebbero essersi affacciate alcune patologie (piuttosto preoccupanti a dire la verità), come:

  • La gestosi, una patologia piuttosto seria alla quale abbiamo già dedicato uno speciale sul nostro sito;
  • Sindrome di Hellp: che porta all’emolisi e dunque ad una eccessiva diluizione del sangue;
  • Piastrinopenia autoimmune: che è frutto di una reazione autoimmune.

Quali sono i valori normali?

I valori da ritenersi normali sono al di sotto leggermente dei 150 mila corpuscoli per milionesimo di litro di sangue.

La situazione può considerarsi estremamente grave se il conto scende sotto le 50.000 unità.

Quali sono i rischi collegati?

I rischi collegati alle piastrine in gravidanza sono legati generalmente al parto. La mancata coagulazione del sangue può portare ad emorragie più copiose e che dunque potrebbero mettere a rischio la mamma.

In genere in presenza di piastrine basse si preferisce dunque procedere con il parto cesareo.

Ci sono rimedi?

Sì, ci sono rimedi. In genere si ricorre a farmaci a base di cortisone, oppure all’utilizzo in alte dosi di immunoglobine sintetiche in soluzione endovenosa.

Quando invece i valori di piastrine scendono al di sotto dei livelli di guardia ritenuti minimi per lo stato di salute della futura mamma, si ricorre in genere a terapie come la trasfusione, le uniche in grado di ripristinare i livelli di piastrine nel sangue.

Nel caso in cui le vostre analisi evidenziassero comunque livelli di piastrine troppo bassi, sarà il vostro medico a indicare quali sono le terapie più indicate: è a lui che dovete affidarvi per curarvi completamente da questa patologia.

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