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Sushi cotto: si può mangiare in gravidanza?

Il sushi è un piatto tipico della tradizione giapponese. È composto da riso bollito e aromatizzato con zucchero e aceto di riso, accompagnato da pesce fresco, solitamente crudo, ma non solo.

Negli anni è divenuto un alimento presente in tutto il mondo, in particolare grazie ai vari “all you can eat”, ristoranti di cucina cinese e giapponese in cui, con tariffe fisse, è possibile mangiare tutto quello che si desidera.

Naturalmente, la vera cucina giapponese ha poco o niente in comune con luoghi come questo, ma essi hanno reso accessibile a tutti una cucina così particolare.

Una grande caratteristica della cucina giapponese in generale, e del sushi in particolare è che genera una sorta di dipendenza, per cui una volta assaggiato è difficile non volerlo rifare al più presto!

Questo è il motivo per cui tante donne in gravidanza non si rassegnano all’idea di dover attendere nove mesi per poter assaporare nuovamente Uramaki, Temaki, Nigiri e quant’altro.

Cosa preoccupa del sushi in gravidanza

Alcuni ritengono che, una volta accertato che l’esercizio commerciale dal quale ci si reca abbatta correttamente il pesce che verrà usato (cioè portato a bassissime temperature per alcune ore prima del consumo), non ci siano rischi per la futura mamma.

Ma, come si dice? La prudenza non è mai troppa, specie se non si è responsabili solo per sé stessi, ma anche per la piccola vita che si porta in grembo.

Ciò che rende il sushi, e in generale tutto il pesce crudo, potenzialmente pericoloso in gravidanza, non è solo il rischio di Toxoplasmosi, ma la possibilità di contrarre altri virus.

La soluzione? Sushi cotto!

Molte future mamme, appassionate delle cucina giapponese, ovviano al divieto dirigendosi verso pietanze cotte, che eviterebbero loro di incorrere in infezioni (per esempio da salmonella) curabili solo con l’uso di farmaci, sconsigliati in gravidanza.

Il sushi “cotto” è caratterizzato dall’uso di pesce cotto al posto di quello crudo, là dove è possibile, mentre il resto della preparazione e degli ingredienti restano invariati.

Ad ogni modo, è sempre buona norma comunicare la propria condizione all’esercizio in cui si decide mangiare. Se il ristoratore è serio ed affidabile, sarà lui a guidare la futura mamma nella scelta migliore.

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