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Test di Coombs in Gravidanza: a cosa serve e quando farlo

coombsIl test di Coombs è un esame del sangue di importanza fondamentale, che serve per individuare eventuali incompatibilità tra quello della mamma e quello del feto che si sta sviluppando nel suo grembo.

Si tratta di un esame ormai obbligatorio per ogni gravidanza e permette di intervenire per tempo per porre rimedio alla situazione.

Il test

Il test di Coombs serve a ravvisare un’incompatibilità tra il feto e la madre a livello epatico, ovvero a ravvisare una differenza tra i fattori RH della seconda e del primo. I problemi si hanno quando una donna con gruppo sanguigno RH negativo, porta in grembo un feto che, invece, come il papà ha gruppo RH positivo.

Quando si verifica l’incompatibilità?

L’incompatibilità difficilmente si presenta nella prima gravidanza. Sono molto più frequenti i casi durante le gravidanze successive.

Si tratta di un problema, statistiche alla mano, che interessava circa 1 bambino su 100 prima che venissero messe in pratica alcune misure profilattiche.

Si può curare? Certo che sì

Una volta ravvisato il problema, le gestanti sono trattate con la somministrazione di immunoglobine particolari, dette anti-D, che sono in grado di neutralizzare gli anticorpi prodotti dalla mamma contro il sangue del feto.

Si tratta di una profilassi molto semplice, che viene praticata in tutti gli studi di ginecologia e in tutti gli ospedali d’Italia e che non comporta alcun tipo di controindicazione che dovrebbe destare preoccupazioni nelle gestanti.

Quando va effettuato il test di Coombs?

Il test di Coombs viene effettuato la prima volta entro la sedicesima settimana dal concepimento, per poi essere ripetuto ogni mese nel caso di incompatibilità RH tra mamma e feto, oppure soltanto nell’ultimo trimestre in tutti gli altri casi.

Ci sono rischi per il feto?

Nel caso in cui non fosse ravvisata l’esistenza del problema di cui si interessa il test di Coombs, i rischi per il feto diventano importanti. Oltre all’anemia, infatti, c’è un’alta percentuale di casi che, in assenza di trattamento, si risolvono purtroppo in casi di morte intrauterina.

È per questo motivo che è assolutamente necessario sottostare alle routine dei controlli, come ci consiglierà il nostro ginecologo e il nostro medico curante.

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