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Valori TSH alti in gravidanza: cause, valori, sintomi e cura

gravidanza-tsh-altoUna donna in dolce attesa è tenuta a controllare frequentemente il funzionamento del suo organismo e i livelli di certe sostanze nel flusso ematico, in modo da assicurare un normale sviluppo al feto, ma soprattutto per non correre certi rischi.

Tra i valori da tenere sotto controllo abbiamo anche la produzione di ormoni, tra questi il più importante è sicuramente il TSH (un ormone che ha il compito di stimolare la produzione degli altri ormoni tiroidei). Andiamo a vedere di cosa si tratta.

A cosa serve il TSH e quali sono i rischi se aumenta durante la gravidanza?

Un corretto funzionamento della tiroide della gestante è molto importante per garantire al bambino un corretto sviluppo cerebrale. Il compito principale dell’ormone TSH è quello di stimolare la tiroide a produrre altri ormoni, come T3 e T4.

Durante il periodo della gestazione è abbastanza normale riscontrare alti valori degli ormoni tiroidei, in quanto l’organismo materno si sta preparando per sostenere i bisogni della nuova vita che crescerà al suo interno. Tuttavia non è questo il caso del TSH.

Generalmente i valori di TSH durante la gravidanza sono leggermente inferiori. Se questi aumentano, si va incontro al rischio di un ipotiroidismo che potrebbe essere dannoso per lo sviluppo neurale del feto. Inoltre si potrebbe riscontrare la Tiroidite di Hashimoto, una patologia tiroidea da non sottovalutare.

sintomi di un aumento dei valori del TSH, soprattutto per quanto riguarda l’ipotiroidismo, sono i seguenti:

  • Scarsa sopportazione del freddo;
  • Irritabilità;
  • Aumento di peso;
  • Irregolarità del ciclo mestruale;
  • Perdita di memoria;
  • Depressione;
  • Stanchezza;
  • Stitichezza.

Quali sono i casi che necessitano il monitoraggio del TSH?

Premettendo che è consigliabile fare un’analisi di TSH prima di concepire una nuova vita, di seguito vi elenchiamo quali sono i casi specifici in cui si dovrebbe fare questo esame, soprattutto se la donna è incinta:

  • Obesità;
  • Età anagrafica superiore ai trenta anni;
  • Uso di farmaci come il litio ed altri che infieriscono sul funzionamento della tiroide;
  • Storia di un parto prematuro o aborto spontaneo;
  • Presenza di malattie autoimmuni;
  • Storia familiare o personale di una disfunzione della tiroide;
  • Presenza degli anticorpi anti-perossidasi;
  • Diabete mellito di tipo 1;
  • Recente radioterapia;
  • Precedenti interventi chirurgici alla tiroide.

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