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Violino: è lo strumento giusto per un bambino?

La carriera musicale è una strada in salita e di certo non tutti i bambini che vedono regalarsi uno strumento diventeranno famosi musicisti. Vale, però, la pena introdurre il bambino al mondo della musica e proporre uno strumento.

Lo studio della musica e l’approccio ad uno strumento musicale, infatti, rappresentano dei mezzi eccezionali per stimolare le capacità cognitive, emotive e anche caratteriali. Il bambino imparerà la disciplina e l’autocontrollo, il senso del dovere e la concentrazione.

L’ideale sarebbe lasciare al bambino la scelta riguardo quale strumento suonare. Per questo motivo, ad una determinata età, sarebbe opportuno recarsi in un negozio di strumenti musicali e vedere a quale il bambino si approccia con curiosità.

Inizialmente la musica andrebbe proposta come gioco e di certo il bambino sceglierà lo strumento affascinato dalle forme e dai suoni emessi. Potrebbe quindi essere incuriosito dal violino: scopriamolo insieme e vediamo quanto sia adatto.

La difficoltà

Vi sono degli strumenti affascinanti soprattutto per i bambini perché si definiscono immediati. Pensa alla batteria o al pianoforte dove ad un tocco di bacchetta o di dita viene subito emesso un suono chiaro e distinto.

Per gli strumenti ad arco, e in particolar modo per il violino, il discorso è diverso: quando lo impugnerà la prima volta il bambino avrà difficoltà nel tenerlo correttamente e sentirà solo un fastidioso stridore acuto e penetrante.

Per arrivare a generare suoni melodiosi che siano i protagonisti di un’orchestra, la strada è lunga. Il violino richiede uno studio ed una disciplina davvero impegnativi essendo uno strumento difficilissimo da suonare.

Potenziare il cervello

Studiare uno strumento potenzia le capacità intellettive e stimola il carattere e altre doti come la disciplina e l’impegno: il violino in questo è perfetto perché comporta difficoltà oggettive che mettono il bambino di fronte alla volontà di insistere, stimolandolo.

Proprio il suono alto e incisivo del violino stimola il lavoro della corteccia cerebrare prefrontale e nel musicista che suona il violino si registra un’attività minore perché ha già acquisito familiarità con quel tipo di suono.

Lo stimolo è plurimo se si pensa alla coordinazione motoria necessaria per suonare questo strumento: entrambe le mani sono impegnate nello gestire la cassa armonica e l’archetto con movimenti spesso non coordinati, ma che devono essere precisi e ordinati.

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