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Primi disegni: come i piccoli imparano ad esprimersi attraverso le immagini (Seconda parte)

Eccoci nella seconda parte di questo articolo.

Nella prima parte abbiamo visto come i bambini imparano ad esprimere le proprie emozioni attraverso il disegno, gli sviluppi e gli stadi di uno scarabocchio. Adesso entreremo nel vivo dell’argomento.

Nel primo stadio di uno scarabocchio, chiamato “stadio dello scarabocchio disordinato”, i disegni dei bambini sono disordinati perché tracciati in modo disorganizzato. Sono centrifughi perché partono dalla parte del foglio più vicina a lui, quindi dal basso, per arrivare alla parte più lontana.

Infine sono omolaterali perché saranno orientati verso il lato in cui si tiene in mano la matita. Per capire questa caratteristica bisogna che si osservi molto il bambino mentre disegna, poiché non è ancora ben sviluppato il suo orientamento ed è possibile che cambi impugnatura più volte.

Secondo e terzo stadio

Durante il secondo stadio, “lo stadio dello scarabocchio organizzato”, il bambino inizia a riconoscere le prime forme (18 mesi), anche se non si può dar loro un vero significato. Questo perché il bambino tende ancora a disegnare per scaricare le proprie energie.

Nel terzo stadio, chiamato “stadio delle forme”, il bambino comincia a disegnare soli, mandala e radiali, riconoscendoli e dando loro un nome e un significato. È subito dopo questa fase che il piccolo comincerà a seguire con gli occhi i suoi movimenti migliorando la coordinazione di braccia e mani.

Significati nascosti

I disegni a mano libera dei piccoli possono avere significati nascosti e farci capire di più sul loro carattere. I colori che un bambino sceglie sono molto importanti per capire cosa prova. Se si useranno colori tenui, allora vorrà dire che il piccolo potrebbe essere un po’ più timido, al contrario potrebbe essere vivace se preferirà usare colori più decisi.

Quando il bambino crescerà sarà possibile capire molto anche da come rappresenta la famiglia che potrebbe fornire elementi interessanti sul rapporto genitori-figli anche in base alla posizione dei vari elementi.

Infine l’autoritratto potrebbe fornirci la percezione che il bambino ha di sè e di quello che sente intorno a lui disegnandone l’ambiente. Se ad esempio disegnerà se stesso in un angolo del foglio in basso, allora potrebbe dire che egli sottovaluta se stesso e viceversa.

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